Titolo del progetto: Save it up
Selezionato per il Concorso Borse di studio 2009/2010, Master in Event Management, Scuola di Comunicazione, IED Milano.
Nell’ultimo cinquantennio cambiamenti climatici globali, inquinamento e dispersione delle risorse hanno causato la progressiva ma inarrestabile diminuzione della quantità d’acqua dolce disponibile per ogni individuo. E chi ne ha pagato di più le conseguenze sono i popoli del terzo mondo, costretti a sopravvivere in terre aride e desertiche, facendo tesoro della poca acqua che il terreno avidamente concede.
Qualcuno obietterà che questo a noi non interessa, che noi l’acqua l’abbiamo e che ne abbiamo così tanta che possiamo farne quello che vogliamo. Non è così. La diminuzione delle risorse idriche del pianeta è lenta, silenziosa ma inarrestabile. E noi non possiamo starcene con le mani in mano. Bisogna agire. Bisogna iniziare a risparmiare e a risparmiare partendo dalle piccole cose. Come chiudere un rubinetto che gocciola o utilizzare lavastoviglie e lavatrici sempre a carico pieno.
L’evento che ho ideato per sensibilizzare l’opinione comune sul tema del risparmio idrico è un flash mob che inviti a ripensare all’acqua come a un bene prezioso, di cui avere la massima cura.
Roma. Il torrido pomeriggio di un sabato estivo. Circa tremila persone, che si lasciano notare perché tutte quante indossano una t-shirt bianca, si dispongono una accanto all’altra dalla fontana dei quattro fiumi di piazza Navona alla fontana di Trevi e viceversa.
Dai fiumi all’Oceano e dall’Oceano ai fiumi, come l’acqua. Qualcuno ad un certo punto prende in mano un secchio e pesca l’acqua a piazza Navona, e passa il secchio al compagno accanto. E l’acqua scorre e giunge alla fontana di Trevi. Qualcun altro la ripesca, passa il secchio al compagno accanto e l’acqua ritorna a piazza Navona.
Bisogna stare attenti però a non farne cadere via neanche una goccia. Perché l’acqua è un bene prezioso. E non va sprecata. Nel passaggio da un uomo all’altro o da una generazione all’altra, fino a tremila e più generazioni, bisogna stare attenti a non sprecarne neanche una goccia. D’acqua.



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Comments
bravo pietro! finalmente vedo il tuo progetto… in bocca al lupo